lunedì 11 maggio 2015

The daily bread, the bread of the future


On the one hand:

the physical proximity
in the range of body language transmission and reception

the cultural identity
of being within the borders of a territory,
to feel part of a group,
and the family ties

being enclosed in a body,
to be linked to the physical nature
by respiration and nutrition

On the other:

the nullification of distances,
the new digital languages,

the transformation of the concept of place, group, tie,
parallel and simulated identities

the upgrading of human skills through technology
and new abilities dis-placed outside the boundaries of the skin.

If food is sustenance, cultural identity and convivial,
what will be the bread of the future?






P-Ars 2015
Andrea Roccioletti
Michela Monterisi


sabato 9 maggio 2015

Traveling art



Traveling Art
Walter Santoni
Fred Laur. Kunstler
Andrea Roccioletti

The performance overturns the concept of motion:
not the artist to travel bringing with him his artwork,
but the artwork moves elsewhere,
carrying not the artist, but his intervention on itself.

The performance overturns the concept of property:
is not the artwork to be owned by the artist who created it,
but the artwork is to own interventions by the artists who,
from time to time, hosted the artwork.


















Project:

Walter Santoni - Berlin, Germany
Laureato in pittura all'accademia di Macerata nel 2001

Fred Laur. Kunstler aus Estland.
Estnische Kunstakademie, Fotografie.
Wohnt in Berlin.

Andrea Roccioletti
Arthacktivist, performer.
Nato a Torino, Italia; residente ad Haarlem, Netherlands.

"BERLINGUER" di G Angelo Billia

"BERLINGUER" di G Angelo Billia



Noto che la semplificazione, abitualmente finalizzata ad evitare inutili ridondanze e a condurre all’essenziale, è diventata una modo per sfuggire alla realtà.
In particolare a sinistra, questo modo di procedere si caratterizza evidenziando la difficoltà di affrontare argomenti scomodi, atti a dimostrare gli errori commessi, preferendo ad essi la proposizione semplificata di un passato (e di un presente) esclusivamente di fantasia.
A riprova di quanto sostengo è sufficiente rispondere alla domanda: se D’Alema, anziché avere avuto tutto il tempo di dispiegare la sua azione politica perniciosa, fosse scomparso trent’anni or sono, quelli che oggi lo criticano aspramente avrebbero compreso dove andava, o ne avrebbero fatto un’altra icona “comunista”?
La gravità di simile modo di procedere, si evidenzia anche nell’effetto di trascinamento, su persone che non hanno conoscenza diretta degli avvenimenti, ma che, scambiando il racconto semplificato per realtà incontestabile, finiscono per porsi come cassa di risonanza ad autentiche falsificazioni storiche.
Non ci sarebbe nulla di male, se la cosa si limitasse ad essere l’effetto irragionevole, ma umano, di negare la propria fallibilità individuale. 

Purtroppo, invece, la situazione è giunta ad un punto tale, da orientare le scelte individuali e collettive, causando una ripetizione infinita di errori già commessi.
Il limbo nel quale siamo relegati è causato dalla borghesia e dalla sua ideologia pigliatutto, la quale ha fatto sì che, in particolare da Berlusconi in poi, essa si affermasse anche in settori consistenti della sinistra. 

In particolare mi riferisco alla personalizzazione della politica. 
Forse su questo bisognerebbe riflettere, soprattutto dalla creazione di Rifondazione Comunista in poi. Io c’ero, e non credo di essere stato l’unico a vedere il ruolo sciagurato, assunto da improbabili capi “comunisti” come Bertinotti.
Né la penetrazione ideologica si è fermata lì. 

Se riflettiamo sulla tendenza a gestire “meglio” lo stato borghese, emersa chiaramente con la partecipazione alle varie coalizioni parlamentari finalizzate a maggioranze governative ce ne rendiamo conto. 
Nell’attualità della riproposizioni di modelli come Syriza, nell’affidamento spasmodico a questo o quel personaggio politico o sindacale, mondati per l’occasione da ogni critica, non si ritrova forse, specularmente, il modello culturale fornito dalla borghesia?
Purtroppo, come dicevo all’inizio, questo cedimento senza riserve coinvolge l’analisi sulla stessa storia del movimento operaio nel suo complesso. 

Se così non fosse, sarebbe davvero incomprensibile come, nelle stesse persone, possano coesistere critiche aspre alle conseguenze della degenerazione del PCI e elogi fideistici verso chi questa degenerazione l’ha propiziata.
Berlinguer, ripercorrendo le aspirazioni che furono alla base delle scelte di Nenni, cercò di portare alle estreme conseguenze il “dialogo coi cattolici” di togliattiana memoria, declinandolo in termini di alleanza con i partiti cattolici per la gestione dello Stato capitalistico. 

Da ciò si comprende anche la ragione della scelta della NATO come ombrello sotto il quale farsi difendere.
Il progetto berlingueriano si saldava con quello di Aldo Moro e della sua corrente DC, cioè dare al paese un governo con i comunisti, che avrebbe gestito per conto dei padroni di sempre, mettendo la sordina alla ribellione che si avvertiva nel paese e di cui le BR non furono altro che un’espressione minoritaria.
Il processo subì una battuta d’arresto con la morte di Moro, ma non venne abbandonato affatto, tant’è vero che si accentuò nel PCI la convinzione che occorresse somigliare anche nella forma, sempre di più ai partiti della borghesia.
La personalizzazione della politica, che ha avuto il coronamento come fatto universalmente condiviso con Berlusconi, era già presente nella pratica della DC e divenne cosa normale anche nel PCI.

 Il centralismo democratico, che per tutto un periodo rimandava l’immagine di un PCI monolitico, divenne guerra pubblica per bande, ognuno col suo capo, ognuno a dimostrare che non c’era differenza fra PCI e partiti della borghesia.
Il risultato lo conosciamo, allo scioglimento del PCI avvenne, fra i comunisti, un singolare processo di rimozione. 

Probabilmente fu dovuto anche alla foga di recuperare un patrimonio politico ideale che rischiava di perdersi, attraendo il lavoro su un piano più istintivo che ragionato. 
Sta di fatto, però, che l’assenza di un’analisi delle molte ragioni che avevano condotto allo scioglimento, fece sì che la nuova formazione ripartisse esattamente da dove, nel PCI, il lavoro per giungere a gestire lo Stato borghese aveva annacquato il progetto originale.
Se si pone mente a queste cose e si guarda lo sfacelo attuale delle organizzazioni che si definiscono comuniste, la spiegazione più semplice e scontata è nella domanda: perché mai la borghesia per gestire i suoi affari dovrebbe ricorrere a chi, un tempo, in modo organico sosteneva il suo abbattimento? 

Per converso, se i comunisti legittimano lo Stato della borghesia perché le masse oppresse dovrebbero dargli credito?
Da ciò deriva una cosa sola, o i comunisti riprendono seriamente il percorso di fatto interrotto tanto tempo fa, o non sarà un paradiso composto da santi improbabili a cambiare la natura del nulla attuale.



venerdì 8 maggio 2015

"OMS: ALLARME ITALIA" di G Angelo Billia

"OMS: ALLARME ITALIA"  di G Angelo Billia



La virulenza della mutazione genetica di un virus presente da anni nel paese, fa temere per le conseguenze della diffusione.
Per un attimo, solo per un attimo, pareva che la nota BERTINOTTITE avesse perso parte della sua vitalità.



I contagiati dal ceppo originale, colpiti per l’assenza di anticorpi, davano segni di ripresa dopo la pubblicazione dell’immagine di una provetta, contenente il ceppo originale accanto al ceppo responsabile dell’ALMIRANTITE.

Lo shock conseguente pareva aver avuto effetti benefici su una parte dei pazienti, tanto da far pensare ad una qualche vaccinazione naturale. 
Purtroppo a breve distanza l’epidemia ha ripreso tutta la propria virulenza, a causa della saldatura del ceppo originale con "nuovi" ceppi emergenti.
Si ritiene che il periodo d’incubazione, nei soggetti predisposti, sia da ricercare nei decenni precedenti l’instaurazione dell’epidemia. 

Qualcuno teorizza che la BERTINOTTITE fosse già la mutazione di un virus che la medicina classificò, poi, come BERLINGUERITE.

Sembra che tale BERLINGUERITE manifestasse molti dei sintomi odierni.
In sostanza si tratta di uno stato di confusione, in virtù del quale si rimane attratti da una persona, ritenuta carismatica, sia perché lo è davvero, sia che sia definita come tale. 

Il pericolo della situazione che si determina è noto, perchè il paziente prescinde spesso da ciò che rappresenta il prescelto. 
Tale visione induce una parziale cecità e inibisce completamente ogni senso critico.
In letteratura si trova traccia di una minoranza di persone che, pur non avendo contratto il contagio, frequenta i contagiati. 

Alcuni li definiscono novelli monatti, in cerca dei privilegi che la malattia può indirettamente produrre. 
A volte sono indistinguibili dagli ammalati veri, a meno che non abbiano già usufruito apertamente nel passato, nel qual caso i medici più accorti sono in grado di individuarli.
 In tutti i casi è consigliato l'isolamento.
In conseguenza del contagio, torme di colpiti si aggirano alla ricerca spasmodica di nuovi virus atti ad alimentare la malattia.
A causa dell'agente patogeno, che cambia anche il senso del gusto, i colpiti sono di bocca buona, ed è per questo che non è difficile trovarli in adorazione dei personaggi più improbabili.
Di fronte alla situazione, i ricercatori sono divisi sia sulla prognosi, che sulla cura.

 Alcuni sostengono addirittura che il virus si estinguerà solo con i contagiati e per questo consigliano una vigile attesa come unico rimedio. 
Altri invece pensano che sia necessario tentare di penetrare nei fumi cerebrali causati dalla malattia, assicurando così la possibilità ad alcuni di essi di salvarsi.
Altri ancora, e con essi lo scrivente, pensano che non ci sia nulla da fare. 

La malattia è in fase troppo avanzata, conviene cercare di evitare altri contagi e basta.

mercoledì 6 maggio 2015

"Sciopero della scuola" di G Angelo Billia.

AIUTINO A RENZI 

5-12 miliardi per uniformarsi alla sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni?
Fatti restituire sette miliardi sette che hai regalato alle banche.
Se poi non bastano ci sarebbe sempre la spesuccia degli F 16 che si può tagliare, oppure la TAV, le guerre italiane all’estero…




SCIOPERO DELLA SCUOLA

Il giorno dopo...
Sembra d’esserci, Renduce che “fa il buono” per pagare in qualche modo il voto degli insegnanti e Camusso & C. a gestire la bancarella delle liquidazioni.
Scommettiamo che verrà ridimensionato il ruolo del Preside immaginato dal Governo?

 Non vorrei scommettere invece sulla resa della massa degli insegnanti.
In passato i voti sono stati pagati con scarpe, pacchi di pasta, a volte con una semplice pacca bonaria sulla schiena. 

Sarebbe la prima volta che si pagano coi bruscolini.


martedì 5 maggio 2015

"LA NOTTE DELLA REPUBBLICA" di G Angelo Billia

Un Parlamento abusivo vota la legge elettorale.

"LA NOTTE DELLA REPUBBLICA" di G Angelo Billia


Il cammino cominciato quando ancora le formazioni partigiane non erano giunte in città, finalizzato al recupero del potere di coloro che hanno prosperato nel ventennio è concluso.
Gli stessi centri di potere nazionali e internazionali che hanno trasformato le montagne di cadaveri della seconda guerra mondiale in denaro sonante hanno completato la loro opera.
I becchini della Repubblica sono lì, a Roma e in ogni parte d'Italia, ovunque ci sia un'amministrazione pubblica e in ogni istituzione.
Rimane il diritto del più forte, delle ricchezze che alimentano sé stesse a discapito dell'interesse di tutti, legittimate e protette da un Parlamento fatto su misura.
Un esercito composto di volontari pagati coi soldi estorti alla collettività e forgiato dagli insegnamenti delle guerre imperialiste è pronto anche per il fronte interno. 
Chi oserà ribellarsi alla perdita della democrazia sarà additato come un criminale senza diritti e le molte povertà prodotte saranno sempre più affare esclusivo dell'industria della carità.
Torme di profittatori "popolari" faranno ala al cimitero dei diritti alimentando paure irrazionali e coprendo con la loro presenza, opportunamente alimentata dalla disinformazione di regime, ogni bassezza dell'apparato del potere.
La parola patria verrà ancora usata per creare consenso attorno ad interessi ed operazioni che nulla hanno a che vedere con essa.
Nulla verrà tralasciato affinché il sangue dei vinti venga considerato cosa buona e giusta dalla popolazione "per bene", quella che per vocazione, anche contro i propri interessi, sempre si costituisce in ala plaudente attorno al vincitore.
Uomini che hanno costruito fortune politiche legandosi all’immagine di difensori della Costituzione, ad esempio il Presidente Mattarella, continueranno ad imperversare suonando il piffero di chi l’ha affossata.
L'uomo del regime gongola, non ha neppure dovuto spaccare troppe teste per garantirsi il potere.

 Il suo partito, il PD&C., istituzionalizza finalmente il suo essere crocevia imprescindibile del sacco del paese.
Anche se molti, nonostante tutto, dimostrano di non averlo ancora capito, questo è il regime delle lacrime e del sangue e solo gli sprovveduti possono illudersi di non esserne toccati, gli sprovveduti e la classe dirigente, che alla sua ombra divorerà tutto il divorabile.
Alla gente per bene non rimangono molte opzioni. 

Una è quella di mettere l’abito buono e piangere sulla bara della Repubblica, l’altra è quella di rimboccarsi le maniche e battersi, rimettendo insieme un progetto che fu maggioranza nella resistenza e che è stato tradito.



SINISTRA PD
Sia chiaro, la cosiddetta sinistra PD è nell’identica situazione dei gerarchi fascisti che hanno coperto tutte le decisioni del regime, la sua dissociazione oggi, equivale a quella dei gerarchi il 25 luglio.
La guerra è perduta e non fingano di non aver contribuito a condurla.





RENZI:
“Serve un capitalismo trasparente”.
Concordo.
 E’ la volta che quattro magistrati onesti (ammesso che ce ne sia così tanti), ci liberano dell’intera classe dirigente.