venerdì 7 agosto 2015

T.A.M. Cagliari nr.57 # Luciano Gerolamo Gerini "Surreal Nostalgia"

T.A.M. Cagliari nr.57 # Luciano Gerolamo Gerini "Surreal Nostalgia"




E L’ASPIRINA? di G Angelo Billia

E L’ASPIRINA? di G Angelo Billia



Ricordate?

 Se ne parlò a profusione più di un anno fa: “presto in commercio l’aspirina priva degli effetti collaterali negativi dell’attuale”. 
Ne avete più sentito parlare? 

Non ho dati statistici ufficiali, ma credo di non essere distante dal vero se dico che un terzo della popolazione ultrasessantenne usa l’aspirinetta, cioè l’aspirina tradizionale a dosaggio ridotto per fluidificare il sangue. 
Già, il sangue. 
Non capirò mai perché mia madre dai sessantacinque iniziò ad usarla su prescrizione medica. Problemi cardiaci, vero, ma colesterolo 138 su 65!
Mannaggia, il caldo mi porta fuori.

 Torniamo all’aspirina senza effetti collaterali, voi l’avete vista?
Delle due l’una: o nel villaggio del Burundi dove l’hanno testata, (ma può essere un altro villaggio in un altro paese), sono morti tutti per emorragia, o costa meno e rende di più continuare a produrre e prescrivere veleno.
Il tutto può essere tradotto tranquillamente con un “è l’associazione a delinquere chiamata capitalismo, bellezza”. 

Eppure, chissà perché, sono convinto che le porcherie, quando avvengono, hanno una base d’appoggio molto solida nella nostra smemoratezza. 
Anche nel silenzio complice dei media, ma certamente ci mettiamo del nostro.


ARMATI DI TUTTO PUNTO E PRONTI ALL’INVASIONE di G Angelo Billia

(riflettendo nella canicola d’agosto)
ARMATI DI TUTTO PUNTO E PRONTI ALL’INVASIONE di G Angelo Billia




Assodato che il razzismo ha mille volti, spaziando fra i due estremi esemplificati con “esseri inferiori” e “poverini! Aiutiamoli, che rende tanto”, ed essendo dimostrabile che, nel paese “più bello di tutti”, anche tutte le forme di razzismo sono presenti, non vedo una ragione, una, per non dire ciò che penso dei migranti.
Noto in essi l’irrazionalità che quasi sempre è alla base delle migrazioni umane: 

rischiano la vita per inseguire una chimera quando potrebbero rischiarla, con maggior profitto, cercando di linciare i gruppi dirigenti dei loro paesi, asserviti ai colonialisti vecchi e nuovi.
Il meccanismo mentale ha molti punti in comune con chi, da noi, una volta perso il lavoro si suicida.
Io stesso, per comodità, trattando d’immigrazione, mi fermo sempre all’aspetto fondamentale: 

sono esseri umani e dobbiamo trattarli da pari, perché lo sono.
Ma questa impostazione, seppur corretta, ha il limite di porci dalla parte di chi giudica, esattamente come quando guardiamo al suicidio per disperazione di qualcuno. 

Sbaglierò, ma mi pare frutto di un meccanismo inconscio, che nasconde un’inconfessata supposta superiorità.
Forse, alla fine, l’approccio più onesto è rivolgersi a loro come faremmo con noi stessi.
Parlando di noi, quindi di me stesso. 

Domando come abbiamo potuto permettere che, a causa dei nostri gruppi di potere, ci sia mezzo mondo che non ha neanche idea di cosa sia l’acqua potabile a disposizione. 
Perché l’abbiamo permesso? 

Per vigliaccheria abbiamo fatto emigrare l’onestà e il raziocinio in un dimensione che, di volta in volta definiamo razionale, democratica, onesta, caritatevole, comprensiva, scientifica, equilibrata. 
Ecc. 
Insomma, tutto, pur di non fare l’unica cosa che andava e andrebbe fatta, rischiare del nostro per eliminare la causa della sofferenza di miliardi di uomini.
Allora, mentre ragiono, non sul letame di Salvini&C., ma sull’antirazzismo, sogno miliardi di uomini che, dopo aver regolato i conti con i loro assassini, non giungono da noi in veste di questuanti, ma armati di tutto punto per regolare i conti anche con noi. 

Sì, non parlo delle figure fisiche degli imperialisti, parlo di noi, dell’altra classe, illuminati che non sanno fare di meglio che recitare formulette antimperialiste di maniera, sentendosi tanto antirazzisti.


mercoledì 5 agosto 2015

"Lettera aperta a Matteo Salvini" di Bruno Carboni


Lettera aperta a Matteo Salvini


Signor Matteo Salvini, chi la scrive è un sardo che vive e ama la sua terra, che la rispetta per le sue tradizioni e contraddizioni.
Persone come me sono costrette a convivere con propri conterranei che non conoscono i valori che questa terra la contraddistingue, noi tentiamo in tutti i modi di far capire a questi individui che sbagliano e ormai siamo convinti che sono irrecuperabili.
Per questo motivo le chiedo la cortesia, visto la sua vicinanza a questi temi, di fare uno scambio.
Noi che amiamo la nostra terra ci teniamo gli immigrati e ROM, dato che lei non li vuole, noi gli mandiamo a casa sua i fascioleghisti di etnia sarda.
Sicuro che lo scambio sia equo per tutti e due le porgo i miei saluti!











Bruno Carboni

Backbeat - visual hypothesis




Collages
Andrea Roccioletti
P-Ars 2015
www.p-ars.com

domenica 2 agosto 2015

Far parte del contemporaneo - Bursich, Di Erre, Roccioletti

FAR PARTE DEL CONTEMPORANEO è un dialogo - nato spontaneamente, e poi adattato per il pubblico - tra 3 artisti: Vesna Bursich, Michele Di Erre e Andrea Roccioletti.

In un percorso di esperienze, riflessioni e progetti, ci avvicineremo per gradi e approssimazioni alla questione centrale che coinvolge, in modi diversi, tutti coloro che vivono sulla propria pelle l'essere "artista" e "contemporaneo".

Il file pdf completo è disponibile gratuitamente per il download, aspettiamo i vostri commenti.

sabato 1 agosto 2015

- Una camicia per Zedda- di M.C.


- Una camicia per Zedda-  di M.C.
Il Comitato Mojto rende noto che è indetta la raccolta fondi per comprare nuove camicie a su Sindigu. 
Ragazzi mobilitiamoci! da quando è stato eletto Massimino non ha avuto neppure il tempo di cambiare camicia.
Zaccando rotonde a destra e a manca, asfaltandone gente, seminando wi-fi, srotolando piste ciclabili , sciusciando piazze a più non posso, sempre con l'immancabile camicia bianca.
Contribuisci anche tu !
partecipa a : " Una camicia per Zedda" 
Non lasciamolo solo, varieghiamo il suo guardaroba.
Per info :
Banchetto con birrino in
P.zzetta Savoia 

Oppure via mail : laghenonhotempomancudemisciaquai@gmail.com



Maurizio Concas