giovedì 1 maggio 2014

Maurizio Cattelan? il bluff del pre pensionato.

Ricordate Maurizio Cattelan e il suo finto pre pensionamento d'artista?
Alla lunga si è forse reso conto che tale atteggiamento offendesse troppo gli esodati ed ha finito per annunciare il suo rientro ufficiale nel grande circo (o circolo?) del sistema dell'arte contemporanea. Tornerà come curatore e non come artista (come se i due ruoli si sconfessassero a vicenda, cosa vera solo all'interno del marketing di sistema che dissocia competenze e professionalità), curatore di "Torino One", mostra parallela ad artissima che ha forse il compito di spegnere i riflettori su Paratissima.
Adesso, che lui non abbia mai realmente abbandonato la scena è un fatto, ha anche spedito una copia di Toilet paper, un suo progetto iconico fotografico editoriale, con il fotografo Ferrari per la Tavor Art Mobil n.2.
Candidamente dichiara a mezzo stampa di non avere mai preso in mano un pennello, la sua è la posizione di chi ha un contratto a tempo indeterminato con il mercato senza avere mai realmente lavorato.
Insomma un non artista arricchito che potrebbe riuscire meglio come curatore, possibile vista la sua idea dell'arte?
Qualcuno dirà ora: ma nel 2014, non saremo ancora a fare polemiche sul fatto che un artista debba sapere mettere in pratica le proprie cose con le proprie mani?
Centinaia di libri di Storia dell'arte (o del suo mercato?) ci dicono che Cattelan è indubbiamente un artista, che ha messo a nudo tutte le emorroidi del sistema dell'arte contemporanea, che ci ha preso in giro prendendo in giro il sistema, che lui se la ride, del sistema, di me, di voi, di noi, ma è tutto vero?
Quando penso ad artisti che hanno messo a nudo il sistema penso a grandi omessi dal mercato, a personaggi come Marco Lavagetto che ha truffato Politi e Toscani, spacciandosi per Toscani e proponendo quattro artisti mai esistiti, con un lavoro sapientemente riciclato tra il trash del web anno 00, ma nei libri di Storia dell'Arte dove si parla di Cattelan, di lui neanche un cenno.
Forse bisogna cominciare a pensare a Cattelan, non come a un anarchico artista attivista e situazionista, ma una bolla economica, complice del mercato anche con le sue dinamiche da crisi economica globale.



Monti Prama? Non solo giganti!


Monti Prama? Non solo giganti!

Scrivo entusiasta perché sembra che il ritrovamento e l’esposizione 40 anni dopo, delle statue dei giganti di Monti Prama, sia solo la punta dell’ iceberg di un grande ritrovamento archeologico.

Un’intera città o un grande santuario si troverebbe sotto i terreni dove sono state ritrovate le sculture. 
L’ équipe del laboratorio di Geofisica ambientale del dipartimento della facoltà di Ingegneria civile, ambientale e di architettura dell’università di Cagliari, guidata dal professor Gaetano Ranieri ha indagato i terreni dove furono trovati i Giganti (a spanne, considerando che i confini dell’area studiata sono stati  secretati), con un’apparecchiatura scientifica di sedici georadar, posizionati a una distanza di dodici centimetri di distanza e montati su un’auto  alla velocità costante di 20km/h.  

I dati rilevati hanno mostrato la presenza di ben 56 mila anomalie – probabilmente grandi blocchi di pietra – a una profondità tra i 50 e i 180 centimetri.

I giganti dimostrano che la Sardegna, nel Mediterraneo occidentale tra il nono e l’ottavo secolo avanti Cristo, era una terra di uno straordinario livello culturale. 
I sardi avevano notevoli risorse e proponevano politiche di scambio a livello internazionale.

Siamo davanti la possibilità dello scavo più importante del secolo, potrebbe restituirci importanti informazioni sul mondo nuragico, forse siamo davanti la possibilità di posizionare questa favolosa civiltà e cultura al giusto posto in una storia del Mediterraneo e dell'origine dei linguaggi dell'arte, che non è stata mai realmente scritta e a tratti omessa.

Possibile, o come al solito, sono solo un visionario?







mercoledì 30 aprile 2014

Accademia Nomade per la Tavor Art Mobil.



T. Art M. – Tam Tam Cagliari  nr.15

http://youtu.be/8QrFJQpaf9I

 “Existential Travels” di Lucilla Esce, Guroga, Ina Ripari, Enzo Correnti, Priamo Pinna, Accademia Nomade (Geremia Renzi e Lucia Rosarno), Walter Santoni, Ivano Marchionne, Paolo Cervino.

giovedì 24 aprile 2014

George W Bush? Ritrae Silvio Berlusconi.


Direttore caro, come ben sa, sostengo che l'arte sia un linguaggio, tutti possono essere artisti ma con una grammatica di linguaggio diversa, risultante delle diverse conoscenze e abilità.
Per questo motivo vorrei soffermarmi su un artista nord americano particolare, il suo nome George W.Bush, già l'anno scorso dei suoi quadri avevano consociuto la ribalta dei mezzi d'informazione di massa (in Italia aveva fatto scomodare anche autorevoli "addetti ai lavori") con dei quadri molto intimi, cani, gatti e punti di vista nella sua vasca da bagno.
Questa volta,intervistato dai microfoni di Today News dalla figlia, ha annunciato invece la presentazione dei ritratti di Tony Blair, Vladimir Putin, il Dalai Lama, La Merkel e anche del nostro ex capo del governo Silvio Berlusconi.
Potrei adesso fare simpatici accostamenti tra la qualità di W Bush come leader politico globale e le sue qualità pittoriche, ragionare su come la pittura sostanzialmente avrà effetti deleteri sull'animo di chi non gradisce la comunicazione, ma è pur sempre meglio dipingere che tirare cluster bomb a Baghdad; potrei ragionare su come umilmente chi ama la pittura dovrebbe rifiutarsi di dipingere senza averla adeguatamente studiata per non offenderla nella sua grammatica semantica e gestuale, ma non lo farò e analizzerò la sua pittura come farei per chiunque.
Il livello pittorico è un incrocio tra l'ingenuità di Hockney e la pittura amatoriale da parocchia, insomma si colloca sapientemente su un filone pittorico born in the U.S.A. della seconda metà del secolo passato,  si evince da questo anche la la scarsa frequentazione di G W Bush delle problematiche legate all'arte e agli artisti contemporanei figurativamente iconoclasti e innovatori; interessante è soffermarci sul suo stile pittorico e riflettere su come certe correnti artistiche statunitensi, innovative o conservatrici che siano, ci abbiano colonizzato nel gusto e nei valori simbolici e culturali.
Vorrei soffermarmi in particolare sul ritratto, politicamente scomodo in questo momento storico, di Silvio Berlusconi:
qualche capello in più, un accattivante e seducente ciuffo bianco (che non ha) e che lo rende divo maturo sul modello estetico statunitense dove invecchiare bene è una virtù;  un ritratto ideale e quindi non realistico, potrei accostare questa idealizzazione a delle sue affermazione diplomatiche come l'invasione in Iraq dovute alla detenzione di armi di distruzioni di massa mai trovate, ma non lo farò, non sarebbe giusto verso la grammatica comune dei linguaggi dell'arte e deluderei chi ben sa che l'arte è una trasmissione d'informazioni e talvolta i messaggi sono incompleti per ignoranza dell'artista o di chi fruisce del suo lavoro gestuale e comportamentale.
Dimenticavo, tra i ritratti manca Bin Laden, bisogna sapere distinguere tra i terroristi e la classe politica dirigente globale che incarna il mito americano, tra gli amici e i nemici, al nemico canaglia e terrorista, neanche l'onore delle arti e dei ritratti.
Non riesco a concludere questa lettera, anzi si, ecco il modo di concluderla, ricorda cosa disse Diego Armando Maradona a Fazio? "Noi non siamo tutti americani" e il nostro Silvio nazionale non è mai invecchiato da buon texano, non ha mai ricordato Richard Gere o Clooney, non ha mai mostrato la sua fascinosa chioma bianca e ha anche nascosto la sua calvizia e la saggezza della sua vecchiaia fin quanto o per quanto ha potuto.
Non sarà che W Bush stia cominciando a sostenere la sua immagine per fare fronte al ciclone Renzi e all'attivismo cinque stelle? Ma W Bush sa che Silvio in Italia ha l'obbligo di firma o per informarsi ascolta solo la voce del suo amico?
Forse semplicemente alla base del tutto c'è un ragionamento da imprenditore che mira a divenire un ritrattista di corte, se così fosse mi auguro che se Silvio decidesse di acquisire il suo ritratto firmato dall'amico W Bush, non lo paghi a carico dei contribuenti.

Dal sud dell'isola, Mimmo Di Caterino

                             Silvio Berlusconi, ritratto dall'amico "artista" George W Bush