venerdì 19 giugno 2015

Linda French (USA) "Beach... / Bowl... / Subterranean..."

Linda French (USA)
Beach Music / Bowl and Frog / Subterranean Doodad

The envelope containing the mailarts prepared by Linda French for the call is full of colored sheets, and here I come once in a translation problem: I would use the word "campitura" to indicate a concept that I can not translate into English from Italian, I can get close to it only by approximation, I could say hues, shades, fill type and trasparency level, plot below the covering color… but I'm pretty sure I will not make know perfectly the idea.

The window of clear plastic in the envelope which should correspond to the address of the recipient is covered with an additional color crafting, it might seem a graph, a double electroencephalogram in red and purple. Inside the envelope there are three mailarts of the playing cards' sizes.


The first artwork, dated 2013, is titled "Beach Music". It's a web of lines and spaces in black and white, in a sort of winding path and moves without too many sharp corners; the concentric movements delimit spaces filled from different weavings.


The second artwork, dated April 2015, is titled "Bowl and Frog". Under the text print "odd juxtaposition" we find a US postage stamp, depicting a frog of the species "ornate chorus", and just below it a bowl from the stretch sketched, cut out and painted blue. I do not know why, but I had immediately an oriental impression, caming to my mind those zen koan that serve to defuse the traps of logical and channeled way of thinking, in paths preconceived.


The third artwork, dated May 2015, resumed coincidentally my translation difficulties about which I wrote above; it is titled "Subterranean Doodad", and I can not find an italian word to translate the concept of "doodad", if not, perhaps, the concept of "kipple" expressed by P. Dick in his science fiction novels. The mailart presents layering of colored cardboard, dashed to look like rocky patterns, but also perhaps boundaries or topography and elevationt lines; in the background there is a stripe of  a glittering green, and in the center of the composition there is a sort of circular little plastic gear, perforated, as the green stripe in the background. The plastic element in a subterranean natural transforms the composition in a sort of search path, between different meanings and possible interpretations in line with the other two mailarts sent.








giovedì 18 giugno 2015

T.A.M. Cagliari nr. 51 # Alberto Balletti "Sempre in giro Cagliari"



T.A.M. Cagliari nr. 51 # Alberto Balletti "Sempre in giro Cagliari"


"La rivoluzione non è nella faccia onesta" di G Angelo Billia

 "La rivoluzione non è nella faccia onesta" di G Angelo Billia



Capisco e per certi versi condivido la necessità, di non seguire pedissequamente vecchi binari inadeguati a "dar gambe" all'alternativa allo stato di cose presenti. 
Credo comunque che un'analisi complessiva non possa sfuggire dall'essenza dell'esistente. 
Nonostante siano cinquant'anni che si vocifera di estinzione degli operai in quanto classe, proprio la crisi nella quale la borghesia si dibatte, e della quale è il popolo lavoratore a fare le spese, ci dice che i cambiamenti avvenuti non hanno spostato di una virgola l'essenza del problema: 
un pugno di uomini detiene la ricchezza ed il potere e la maggioranza della popolazione, nella migliore delle ipotesi s'illude d'avere voce in capitolo. 
Questo dice che la contraddizione tra proletariato, cioè l'unico produttore di ricchezza, e la borghesia, è presente tutt'intera nella sua essenza.
Ci sono sì cambiamenti nel modo di produrre e altri derivanti dalla penalizzazione della produzione dovuta alla crescita incredibile del capitale finanziario-speculativo.
 Argomenti che è meglio accantonare per non uscire dalla logica di un post in un blog, argomenti che comunque non cambiano l'essenza delle cose. 
Ciò che è cambiato davvero invece, è la percezione che di questi problemi c'è fra le masse.
Gli errori, per certi versi inevitabili, compiuti nella realizzazione del primo esperimento socialista della storia, uniti a settant'anni di martellamenti mediatici indirizzati a formare ciò che la gente deve pensare, hanno fatto sì che gli unici messaggi facilmente percepibili, siano quelli derivanti dalla matrice socialdemocratica e liberal populista, che di volta in volta si trasforma in movimento "originale". 
La contiguità di questi movimenti con l'immagine di una borghesia irrealistica, ma proprio per questo appetibile, ha il solo scopo di fungere da stampella, abbellendo su fattori secondari, quindi ininfluenti, il potere assoluto che comunque la borghesia esercita. 
Questo anche se si trascura il fatto storico, non solo italiano, di poteri dittatoriali scaturiti proprio dal lavoro dei movimenti. Dovrebbe far pensare, soprattutto nell'attualità italiana, gli incontri di parole d'ordine, non certo progressiste, fra il m5s e il movimento fascioleghista. 
Si tende a minimizzare attribuendo la cosa a svarioni ingenui mentre, in realtà, sono la prova provata della matrice ideologica che li accomuna. 
Credo che l'esercizio più idoneo per capire la natura dei movimenti dovrebbe sempre consistere nel domandarsi programma per programma, parola d'ordine per parola d'ordine, se la loro attuazione porterebbe più vantaggi alla borghesia o alla gente che lavora. 
Non mi sconvolge in senso rivoluzionario l'idea che la borghesia sostituisca vecchi arnesi corrotti con facce nuove oneste. 
Il risultato sarebbe, per il popolo lavoratore, esattamente lo stesso.
A tutto questo ha portato la complicità costruita da un PCI ormai conquistato alla logica del capitale e dalla sua cinghia di trasmissione, la CGIL. 
L'autunno caldo è stato tale solo perchè sia il PCI che la borghesia, sono stati incapaci, sul momento, di valutare la reale pericolosità rivoluzionaria delle formazioni nate dal '68. 
Ovviamente quanto sostengo ha senso se si tiene conto della situazione oggettiva sul piano economico produttivo del momento. 
Dopo pochi anni iniziò apertamente il processo di snaturamento del sindacato con lo spostamento delle "esigenze della produzione" al centro dell'azione sindacale.


John Titor Revolution.

"Stronzate pentastellate" di G Angelo Billia

"Stronzate pentastellate" di G Angelo Billia



Di solito non commento le stronzate pentastellate, preferisco dar credito a battaglie sacrosante come quella condotta contro gli F35 o la regalia di sette miliardi alle banche, ma quando le stronzate incidentali diventano qualcosa di peggio, non si può tacere. 
Onestamente, al di là della stessa frase incriminata, credo che nulla più di questo qualifichi l'essenza profonda del m5s, un'essenza fatta di contiguità e, se si vuole, anche di condivisione, delle "ragioni" di una inesistente borghesia buona e onesta.
Se servisse una prova, oltre a quella insita nel concetto espresso, è sufficiente rilevare l'accredito indiretto dato a personaggi screditati politicamente come Boldrini, Vendola, gli stessi componenti del PD come Marino. 
Fatela finita!

 In Italia è una costante l'opposizione che opposizione non è.
 Onestà vorrebbe che almeno non vi definiste alternativi, perchè alternativi non siete.


PERCHE' TANTE PAROLE? di G Angelo Billia

"Fuggono dalle guerre, dalla disperazione, ecc," cioè, quanto siamo umani noi che...
E no! 

Non va bene! 
Fuggono da quello che le nostre borghesie hanno creato, e fuggono da ciò che noi abbiamo colpevolmente permesso che accadesse.
Spiacente, ma, se gli accogliamo, non facciamo altro che pagare una parte molto piccola del risarcimento che gli dobbiamo. 

Gente per bene grondante bontà, hai capito? 
Noi siamo in debito! 
Prima si capirà e prima i migranti cesseranno di essere un problema da affrontare con spirito caritatevole... e peloso.

DUE MIGRANTI MORTI SUI BINARI A POCHI METRI DALL'ITALIA
INTANTO I FASCISTI FRANCESI ANNUNCIANO UNA SPEDIZIONE PER QUESTA SERA SUL CONFINE DI VENTIMIGLIA.

Gli spazi per la solidarietà verbale devono lasciare il posto ad una solidarietà attiva, costi quel che costi. 

E' il prezzo da pagare per continuare a definirsi umani.


mercoledì 17 giugno 2015

"Roma città degradata" di Luciano Perrotta.

"Roma città degradata" di Luciano Perrotta.



La città di Roma è degradata, vero, su questo non ci piove.
Sono dieci anni e più che i cassonetti vomitano mondezza, che la gente di tutte le nazionalità piscia e caca per strada in piena luce diurna, senza neanche preoccuparsi di celare le pudende.
 Anni fa ho visto pure di peggio, per esempio un tipo seduto su un marciapiede di Porta Maggiore che si sparava una pippa mirando, a qualche metro di distanza, alcune prostitute; ed una coppia che trombava sopra una panchina dell'isolato in cui vivo. 
Da anni vedo bottiglie di birra e vetri rotti ai lati dei marciapiedi, topi che scorrazzano indisturbati, piccioni che insozzano dappertutto ed altre schifezze, come i tanti pulmini delle bibite e gli ufficietti e le bische di Tredicino. 
Né più né meno di quello che si vede in altre città, con l'unica differenza che qui, a Roma, è stato facile trovare un capro espiatorio. 
Di puttane in centro non se ne vedono più, eccetto quelle ufficiose.
 Certo il degrado è palpabile, come lo era, in ugual misura, venti anni fa. 
Una forma di degrado però mi preoccupa in modo particolare: i manifesti abusivi dell'estrema destra e di Tredicino affissi su ogni muro del mio Municipio, la dirimpettaia che ogni domenica mattina deposita davanti al cassonetto tre buste grandi di banane biologiche e chi lascia la propria auto in terza fila. 
Tutta gente italiana.




"Tunnel Mazemusic" by J.Weirmeir, San Diego, CA USA

TUNNEL MAZEMUSIC
Jude Weirmeir - San Diego, CA, USA





The artwork is revealed as a very special book.
On the back cover, the artist has added the "operating instructions".
On the right side of this page, how to andle the artwork:
the book opens like an accordion, and it has a special cut for the observation.
It makes immediately think of some strange machines of the late nineteenth century,
a kind of cinematographic "trompe l'oeil", a diorama.
On the left of the instruction's page there is an illustration,
the description of the sounds' emission in the human vocal apparatus:
 it combines the physiological  precision with elements very imaginative,
in a sort of pataphysics pseudoscience.







Looking through the window cut,
it is hard to describe "what you see"
both for the amount of detail that for the provision perspective;

- Scores that become labyrinthine paths
- Musical notations that are transformed into graphic signs
- Textual descriptions of sounds, onomatopoeia, signs of path
- Eyes, hands, tongues, palates, silhouettes of human figures
- Brains, cells
- Bicycles, boxes, buildings, parachutes
- Sheeps, divers


The last layer, despite the scrap of the stacked cardboards,
that in every "step" of the gaze reveals more details,
remains instead hidden; in shades of red
hiding perhaps a medieval illustration,
you can only see it "cheating", peering sideways,
compared with the structure
accessible only to the look through the window.



The artwork plays on the sense of depth,
the movement of the viewer's eye,
not only on the horizontal but also in vertical,
in a kind of movement beyond the surface,
grow and unveiling of the totality of the work;
as if, just as the artwork's title says,
we were in a sort of space
enclosed and woven by a musical labyrinth.

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