mercoledì 8 luglio 2015

"ASSEMBLEA ABI" di G Angelo Billia

"ASSEMBLEA ABI" di G Angelo Billia



Ho ascoltato la relazione di Patuelli. 

Lì per lì ho pensato d’essere sintonizzato con Tsipras: “non è questa l’Europa che abbiamo sognato e che vogliamo.” 
Meno male che subito dopo ha chiarito: “troppi vincoli, mancano regole bancarie prospettiche”.
Ecco, nella mia ingenuità avevo pensato che Renzi si rifacesse ai problemi posti da Tsipras, ora ho capito. 

CAPITELO

martedì 7 luglio 2015

"Siamo messi peggio della Grecia" di Eric Serafini.

Siamo messi peggio della Grecia di Eric Serafini.



Mi stupisco di leggere tanti bacchettoni e moralizzatori per la situazione greca.
 Ma questi non sanno che l'Italia è in una situazione ben più grave? 
Non sanno che gli sprechi la corruzione, ma sopratutto la situazione ECONOMICA italiana è disperata? Renzi si è lamentato candidamente perché non è stato invitato al vertice tra Merkel e Hollande. 
E' di lui che parlavano.
 Ma come siamo messi???
Lasciamo un po' stare la pagliuzza del vicino.



lunedì 6 luglio 2015

GRECIA, NO! di G Angelo Billia

GRECIA, NO!


Da un lato Tsipras e dall’altro X.
Cerco di spiegare che avrebbe fatto X al posto di Tsipras:
Dunque, debito pubblico abnorme, simile, in proporzione, a quello di Italia e Spagna. 

Europa, che attraverso i contabili dirigenti decide che gli stati aderenti vanno trattati come aziende satelliti, da condurre ai voleri della casa madre.
In Grecia il consiglio d’amministrazione locale, prima ha cercato di truccare i conti, accettando di vendere il livello di vita del popolo greco in cambio di “aiuti”. 

Nel frattempo armatori e finanzieri vari esportavano i “loro” soldini riducendo i depositi bancari alle briciole dei lavoratori. 
I greci posti di fronte a Syriza che promette un sogno, l’Europa dei galantuomini, la sceglie democraticamente, senza dimenticare, però, che questa scelta si è potuta attuare solo con l’apporto vitale di parte della destra.
Iniziano le trattative e diviene subito evidente che l’Europa dei galantuomini non esiste, se si vuole neppure nella compagine governativa greca, intanto nel paese continua l’esportazione di capitali.

 A questo punto X ne prende atto e davvero pensa di fare gli interessi delle masse greche.
Nazionalizza le banche, sequestra i capitali eccedenti quanto è legittimo possa accumulare un lavoratore greco in una vita di lavoro, blocca gli esborsi verso FMI e altri creditori; utilizza questi capitali per ripristinare lo stato sociale, le pensioni e la sanità, senza dimenticare la politica abitativa. 

Priva dei diritti civili la Grecia imprenditoriale finanziaria e provvede al fermo di chi ancora soggiorna in Grecia, subordinandone la liberazione e l’espatrio al rientro dei capitali esportati.
Con i soldi così recuperati finanzia le aziende espropriate, garantendo lavoro retribuito anche agli ex titolari e provvede a costruire una milizia popolare armata, per bilanciare una struttura repressiva costruita dai nemici del popolo greco.
(in realtà X fa molto altro, ma quanto appena detto rende l’idea.)
X è consapevole che le sue misure porranno la Grecia in balìa dei contabili e della sua struttura internazionale politico militare, quindi, prima di porsi in un isolamento che diverrebbe bersaglio di tutti gli imperialisti mondiali decide, almeno nella fase di maggiore debolezza interna, di sfruttare le rivalità interimperialistiche senza nulla cedere sulla strada intrapresa sul piano interno.


Cosa ha fatto Tsipras al posto di X:

Tsipras invece attende fino a che non c’è più nessuna opzione percorribile, pensa sempre all’Europa dei galantuomini anche quando i galantuomini stessi spalancano le fauci mostrando i denti.

In attesa di un compromesso che giustifichi, almeno propagandisticamente la sua elezione, accetta una situazione di accattonaggio di parte del popolo greco, fino al punto che, anche i cosiddetti aiuti vengono chiusi.
A quel punto gioca la carta “democratica”, finalizzandola ad acquisire credibilità nella trattativa con un’Europa esistente solo nella sua fantasia.

 Il risultato è, venendo a mancare anche l’obolo bonario del grande padrone, che torna a trattare eliminando anche i volti fisici che maggiormente avevano incarnato una semplice differenza contabile.
Il NO del popolo greco, nonostante i tentativi di Tsipras di dimensionarlo ai suoi convincimenti, sta invece a dire che, nel paese in cui per primo sono giunte alle estreme conseguenze le contraddizioni dell’Europa dei capitali e dei monopoli, la gente, in particolare le masse lavoratrici e studentesche, ha capito che con quel mondo lì non c’è trattativa che tenga. 

Sarà proprio Tsipras a dimostrare che X ha ragione. Non ho dubbi, purtroppo, che lo farà, ma sarà tardi, troppo tardi.


Renzi: "Tsipras non pensi di essere più furbo degli altri" di Daniele Sanzone

‪#‎Renzi‬: "Tsipras non pensi di essere più furbo degli altri" di Daniele Sanzone




Non è più furbo né più intelligente, semplicemente ha le palle, che il 90% dei politici italiani non hanno. La vittoria dell'OXI dimostra che non solo è possibile un'altra sinistra, ma che la politica può tornare a riappropriasi di se stessa, dicendo NO al potere economico. 
E' vero forse i greci non hanno più nulla da perdere, ma l'hanno fatto. 
Se dovessero uscire e dimostrare che si può vivere, magari anche meglio, fuori dall'Euro? 
Cosa ne sarebbe dell'Unione Europa? 
In Cinese, crisi vuol dire “pericolo / opportunità”. 
Ebbene i greci dal loro pericolo stanno offrendo un'opportunità a tutti. 
La possibilità di dire NoXi.




domenica 5 luglio 2015

I MAESTRI DELL'IGNAVIA di Antonio Musa Bottero

I MAESTRI DELL'IGNAVIA di Antonio Musa Bottero


Non escludo che nelle prossime ore renzifonzi chieda il permesso alla Merkel di lanciare un timorato tweet contro l'austerity.
"Zitto e succhia!" risponderà la vecchia ciabatta ma vedrete che alla fine una manciata di tweet sovversivi glieli concederà di sicuro.




I maestri dell'ignavia sono spesso intelligenti, spesso sono proprio affascinanti e brillanti, hanno 5000 contatti facebook adoranti, meglio se dementi; i maestri dell'ignavia costruiscono scrupolosamente un'immagine di sé liberal e progressista (sempre per dementi, s'intende) sono sempre sul pezzo, sempre al centro, in bilico, ai suoi bordi (ooops! quasi cadevo!) sempre nei confini estremi della mediocrità senza mai una svista, senza mai cadere nel pericolo, nella precarietà e, diciamolo pure, nell'onestà di una leggibile posizione politica o intellettuale; profeti del compromesso, acrobati della reazione.
I maestri dell’ignavia sono prudenti, devoti alla prudenza, giacché tra loro vige la sacra regola che non si è mai vili e servili abbastanza quando si aspira al potere e allo stipendio o a un fottuto assessorato che non arriva mai.
I maestri dell’ignavia sono necrofili berlingueriani, portatori semisani di “bella ciao” e d’elmi di Scipio, per niente al mondo perderebbero un flash mob, un gay pride, i figli al catechismo, l’happy hour in parrocchia e la conferenzina sulla parità di genere.
I maestri dell'ignavia hanno sempre un padrone, anche lui un po' liberal, anche lui affascinante, intelligente, avido, autistico, odiatore abituale, odiatore random (ma anche odiatore monotematico quando circostanze lo richiedano).
I maestri dell'ignavia sono in grado di leggere, interpretare, fronteggiare brillantemente ogni tipo di realtà, ad eccezione di quelle non contemplate nel latte materno di madre-conservazione e nel liquido seminale del loro padrone.
Per i maestri dell'ignavia le grandi vittorie sono quelle che mettono d'accordo tutti, che frenano la storia, che confermano le vecchie e collaudate egemonie con facce possibilmente diverse, svendibili ai credenti e ai soliti dementi.
I maestri dell’ignavia oggi travasano un po’ di bile e di veleno sulla Grecia ma vedrete che nel giro di un paio d’ore torneranno lì, acrobatici come sempre, lì, proprio lì, al centro.
I maestri dell’ignavia sono proprio affascinanti e brillanti, cercano, sì, consenso e vanagloria… ma quel fottuto assessorato, quel fottuto assessorato promesso dal mio padrone bello, intelligente e affascinante, quello sì, porco Dio, che rimane una chimera!


E poi ci siamo noi...
50 miliardi di tagli all'anno per 20anni.
Siamo noi, ricordate? 

Noi, Mario Monti, il fiscal compact, lo spread che scende e i minchioni delle comunità di destino che esultano... insomma, noi.



"TG francesi sul caso Grecia" di Eric Serafini.


"TG francesi sul caso Grecia" di Eric Serafini

Incredibile la differenza con quello che si dice nei TG nostrani.
L'Europa ha già investito 3 mila miliardi per evitare il fallimento degli stati, il problema è che domani i mercati finanziari rischiano di scoppiare e anche con l'aiuto della Fed rischia di essere durissima perché non c'è più margine di manovra. 


Parlano espressamente dell'uscita dall'Euro di Portogallo e Italia. 


Domani Hollande va chiarire con Merkel che non ha nessuna intenzione a rimanere nell'Euro solo con la Germania...






"Serve incentivare il bullismo" di Antonio Musa Bottero.

Fulgido esempio di jolloni non sufficientemente bullizzati in gioventù.

(l'irresponsabilità e la mancanza di senso civico dei loro compagnetti di scuola sarà duramente condannata dalla storia).
È evidente, tuttavia, come un Paese civile non possa lasciare tutto all'iniziativa personale dei singoli adolescenti; senza dei seri incentivi al bullismo questo Paese non va da nessuna parte.