lunedì 7 dicembre 2015

T.A.M. Cagliari nr.75 # Andrea Andrillo

T.A.M. Cagliari nr.75 # Andrea Andrillo


venerdì 4 dicembre 2015

E’ UNA QUESTIONE DI FEDE di G Angelo Billia


E’ UNA QUESTIONE DI FEDE di G Angelo Billia

C’è stato un tempo in cui, nell’immaginario collettivo, le “personalità” venivano percepite come qualcosa che, in qualche modo si poneva al di sopra della media.
Secoli d’educazione alla sudditanza del popolino, mai disgiunta dalla contiguità dei “grandi” con il trascendente, contribuiva a creare un alone misterico attorno agli uomini di potere. 
Era proprio questo, alla fine, che rendeva così difficile anche solo immaginare che l’uomo comune potesse avere davvero voce in capitolo nel governo del suo mondo.
Nel contemporaneo, pur in assenza di un cambiamento reale nei meccanismi di gestione del potere, così come sono ridotti al lumicino il numero dei bambini continentali che non sanno com’è fatto il mare, allo stesso modo sono avviati all’estinzione gli umani che non riescono ad intravvedere il marciume coperto dalle facciate ufficiali delle varie personalità.
Qualcuno sostiene che è un processo di crescita naturale e forse è vero, ma è indubbio che ci sono uomini che hanno contribuito ad accelerare questo processo. 
L’attuale Presidente del Consiglio è uno di questi.
Nel momento in cui anche il papato sta correndo ai ripari di fronte all’ondata di razionalità diffusa, l’allievo di De Mita, memore delle ore trascorse in sacrestia per prepararsi ad essere il migliore, non trova di meglio che mutuare sistemi di gestione tipici degli imbonitori trascendentali.
Cos’è, infatti, l’appello senza capo né coda, alla fiducia basata sul nulla, intesa come elemento risolutivo della crisi? 

E’ possibile immaginare questo paese salmodiante, mentre conta gli spiccioli ( chi li ha), per arrivare a fine mese?
Indubbiamente fa un certo effetto pensare l’alto dei cieli immerso nella cacofonia delle preci, che so… contro la siccità?

L’atto di fede renziano, mentre, un po’ più in là, precedute dall’eroe ISIS di turno transitano decine di vergini fresche seguite dall’equipe di chirurgia plastica.
Resta il fatto, comunque, che è prassi generale, a tutte le latitudini, l’utilizzo dell’immaginifico senza nessun riscontro con la realtà, per mantenere in condizione di sudditanza psicologica la maggioranza della popolazione e permettere ai ricchi d’imperversare come uno sciame di locuste benedette.
Ecco, quando ci renderemo conto che uomini come quelli non sono neanche degni di defecare dove la fanno gli umani, forse, ovviamente comportandoci di conseguenza, chiuderemo finalmente quelle bocche, per sempre.




mercoledì 2 dicembre 2015

"Cagliari e la benzopirene" di Antonio Musa Bottero


"Cagliari e la benzopirene"
"Preoccupante la presenza del benzoapireneCagliari, con un superamento di circa 4 volte il limite, è una delle città italiane con la più alta concentrazione di questo agente cancerogeno e mutageno".
Fonte: Sardinia Post

Cagliari, è una delle città italiane con la più alta concentrazione di benzopirene, un potente agente cancerogeno e mutageno (circa 4 volte il limite).
Un sindaco e un'intera amministrazione che militano sotto insegne e parole come "sinistra" "ecologia" e "libertà" dovrebbero vergognarsi.
P.s.
Chiedo cortesemente ad amici, ex-amici, ex-compagni e marchettari vari di non importunarmi in privato con coglionerie come il verde più verde che più verde in Italia non ce n'è, le piazzette, is frorixeddus, ma quant'è bello il Poetto che non fa!.





Antonio Musa Bottero

martedì 1 dicembre 2015

PURTROPPO NON E’ ROBA DA MATTI di G ANGELO BILLIA

PURTROPPO NON E’ ROBA DA MATTI di G ANGELO BILLIA

Un tempo occasionalmente si usava l’espressione “roba da matti” e si faceva per rimarcare l’assurdità di qualche avvenimento accaduto al di fuori del riconosciuto, in qualche modo rispettato, “buon senso comune”.
Oggi, la valenza assunta da quest’ultima espressione rende assolutamente anacronistica la ricerca di avvenimenti ascrivibili alla pazzia. 

Tutto, con logica ferrea, si sviluppa sul binario dell’assurdo, e tutti, nessuno escluso, rimestiamo nel magma senza rendercene conto.
Mentre la finzione chiamata democrazia perde i pezzi mostrando il volto assolutista e la vocazione internazionalista della classe operaia è dispersa in mille rivoli, a metà fra il semplice sogno e l’operatività zoppicante di mille botteghe comuniste, il capitalismo dispiega tutt’intera la sua essenza più profonda.
La tranquillità sociale nell’ambito della quale opera, riduce ad infimi livelli paracalcistici gran parte dell’attenzione delle masse in merito a questioni di fondo come quelle della pace e della guerra.
Milioni di uomini hanno già offerto la loro vita in quella che ha tutta l’apparenza dell’inizio di una guerra mondiale senza eguali nella storia, in conseguenza popoli interi vagano disperati in cerca di un rifugio impossibile, perché la guerra li raggiungerà, ovunque vadano.
In Italia, chi ancora s’illude di giocare solo col sangue degli altri, nella componente più appariscente gioca a fare il coraggioso coi deboli, stranieri e no, anche inventandosi di sana pianta il caso, sporcando di merda il tricolore, come se non fosse bastata una monarchia, il fascismo e la Repubblica “democratica” a farlo. 

Accanto viaggia di conserva la pattuglia degli intellettuali di regime, tutta impegnata a rivendicare le tradizioni occidentali, in gran parte frutto di fantasia revisionista, convinti come sono che nessuno riuscirà a stanarli dal calduccio protetto in cui vivono.
In questa realtà, un giorno i fatti costringeranno a vedere nella loro essenza reale le divisioni in seno alle supposte, più che reali, avanguardie della classe operaia. 

Le scelte che ancora oggi, per molti paiono facoltative, saranno obbligate, ma sarà tardi, troppo tardi per fermare l’apocalisse voluta dall’imperialismo.


domenica 29 novembre 2015

T.A.M. CAGLIARI NR.74 # IGNAZIO CAPPAI “CUCCUMEU


Direttamente da “Isola Plastica” per T.A.M. CAGLIARI, lo scultore di Capoterra Luigi Ignazio Cappai con il suo Cuccumeu pronto per essere scagliato contro le maligne ed occulte energie maligne.
Soundtrack Underground Solution, “Fake artist”.

#isolaplastica, #ignaziocappai, #cuccumeu, #undergroundsolution, #fakeartist, #t.a.m.cagliari, #cagliariartmagazine


mercoledì 25 novembre 2015

"Zedda e Civati" di Antonio Musa Bottero

"Zedda e Civati" di Antonio Musa Bottero



Scusate, ditemi se ho capito bene.
I civatiani pretenderebbero che Zedda si presentasse alle elezioni per sindaco di Cagliari senza l'appoggio del Pd.
Sino a ieri tutto il clan Castangia si è trovato d'accordo sul fatto che Zedda abbia amministrato splendidamente la città, difendendo tutte le sue scelte a spada tratta, e ora, solo perché lo dice quel pupazzo di Civati, solo per soddisfare le sue isterie da amante tradito, Zedda dovrebbe mollare il Pd e perdere elezioni che si accinge a stravincere a man bassa.
Come se Zedda poi avesse tutti i meriti e il maligno e fedifrago Pd non avesse contribuito a questa sedicente "eccellente amministrazione".
Io in cinquant'anni non ho mai assistito a tanta idiozia e stupidità politica.
Credo che nella notte Zedda, per non morire dalle risate, abbia fatto ricorso a una robusta dose di spasmex.



Sapete che sono lombrosiano, o meglio Loweniano, e ho notato che Massimo Zedda è un politico anomalo. 
Avete notato che ha le spalle più larghe del culo, come gli atleti, come gli uomini normali, insomma, come direbbe un medico, ha uno sviluppo armonico, rientra nei canoni estetici codificati nel "De Divina Proportione" da Luca Pacioli e Leonardo da Vinci nel 1498.
Un'autentica anomalia nel mondo politico.
Forse è per questo che i civatiani lo attaccano, loro con il torace piccolino e il respiro compresso dentro più o meno tutte le armature psichiche codificate da Alexander Lowen e con il culo che cresce ipertrofico, invadente, unica parte del sé a cui è permesso di espandersi e comunicare verso l'esterno.
Scusate ma, dato il livello e gli argomenti del contendere politico, credo che a volte le chiavi di lettura degli accadimenti politici offerte da Luca Pacioli e Alexander Lowen siano clamorosamente più efficaci di quelle offerte da Carlo Marx.



martedì 24 novembre 2015

"Abbattuto cacciabombardiere russo in Turchia" di G Angelo Billia



Cacciabombardiere russo abbattuto dalla Turchia. 
Sembra che un pilota sia stato fatto prigioniero dai Turchi. 
L’alleato dell’ISIS, Merdogan, ha colpito.
Ops! Merdogan è “nostro” alleato nella NATO. 

Quando finirà questa commedia delle parti?
Soprattutto, quando finiremo di farci prendere per i fondelli dal nostro Governo?




G Angelo Billia