sabato 23 febbraio 2013

Non so chi voterò, ma su Grillo qualcosa la scrivo...


Non capisco il mio popolo, dei centri sociali, della sinistra attivista, da decenni urla contro una libertà di stampa e d'informazione, che in Italia è un fatto che non esista e che sia monopolizzata da lobby e partiti politici con finanziamenti pubblici a carico del contribuente, e non comprende come l'allontanare i giornalisti sia una resistenza democratica a una informazione massificata e di opinione che è sempre e comunque distorta, non era Pasolini a parlare dei media di massa come antidemocratici per loro struttura gerarchica?
Trovo scorretto e da profondi ignoranti in relazione alle tematiche di questo tempo paragonare Grillo al Duce o a Silvio, citare Gramsci a sproposito ignorando Toni Negri, perché?
Grillo non manipola l'informazione, la raccoglie, archivia e divulga attraverso il web, il web è per sua struttura aggregante e partecipato, quando si sintonizza su cause comuni, prima di Grillo e il suo blog l'aveva dimostrato in Italia la rete di Indymedia Italia, ma sembra essere sfuggito ai militanti di partito e dell'informazione questo passaggio.
Si dice che faccia di tutta l'erba un fascio, ma non è forse vero?
Esiste un partito uno in Italia che non si sia ricampionato dagli anni in cui il cinquanta per cento della nostra popolazione era Democristiano e l'altro cinquanta era comunista?
Forse solo la lega, ma mi sembra altra storia, una storia di un partito di una classe dirigente e di un territorio che sostanzialmente ha lavorato per i propri privilegi.
Ci si è dimenticati nella mia sinistra, la sinistra dei centri sociali cosa voglia dire posse e moltitudine? Un movimento è fatto di convivenze e coesistenze umane che lavorano occasionalmente per cause comuni, un movimento non è un atto politico e so lo diventa, prima di esserlo è una azione civile.

Grillo è un uomo di spettacolo, ma non è Berlusconi, è un comico e non un politico, ha raccolto una rappresentanza comune scoperta mentre ipocritamente cattivi politici inseguivano il loro target di riferimento che man mano scompariva davanti ai tecnicismi e agli introiti privati di chi si offriva di raccoglierne e curare il loromalessere.


Si dice che Grillo non sarebbe mai esistito senza Berlusconi, ma non è questo populismo? Se io dicessi che invece Grillo è nato sulle ceneri del G8 di Genova, dico una grossa cazzata? Perché?

Democrazia ed economia? 
Grillo resta uno showman, il suo blog, il suo tour, i suoi spettacoli hanno un costo e lui ha il suo ricavato, ma se i suoi introiti restano distanti dall'azione civile e politica di chi si ritrova in una opinione che lui raccoglie e racconta che problema c'è? Forse solo quello del cambio di asse e di equilibrio ed è questo che spaventa.
L'impegno di ridurre i costi della politica per ridurre il debito pubblico e smettere di saccheggiare chi non arriva a fine mese è una cosa seria e non può passare per un voto a un partito tradizionale e neanche per il non voto, quale altra possibilità c'è per fare interrogare la classe politica e dirigente italica sulle sue occasioni sprecate e sui suoi sprechi reali?
Si dice che Grillo evita la stampa per evitare il controllo dell'opinione pubblica, ma non è forse l'opinione pubblica che lo controlla?
Cosa sarebbe Grillo senza il consenso di rete? Il consenso di rete non è forse uno strumento pubblico a disposizione del pubblico?
Aspetto i cento e passa parlamentari grillini alla prova dei fatti, quando in Italia non si parlerà solo di economia, di euro (sempre che siano in grado di farlo, dubito che dalla Sardegna arriveranno proposte all’altezza della situazione), ma anche di valori e di idee. 
Li aspetto al varco se sbaglieranno e li giudicheremo uno ad uno, ma sarà una scoperta,  non dovrebbe deludere un movimento nato già come coesistenza civile comune, non deluderà quando si parlerà di antifascismo, di diritti degli immigrati, dei diritti delle coppie omosessuali, di informazione, di politica estera. 
Non crolleranno, hanno troppa rensponsabilità civile addosso ed è populista che li legge come massa ideologica unica ed acritica. 
Non crolleranno neanche quando si parlerà di questioni locali, perché le vivranno sul posto e nel posto, con i movimenti del posto, sono tenuti a farlo, altrimenti la pubblica gogna è loro.

Perché dico questo? Perché l’informazione è un termometro della dittatura democratica della classe dirigente costituitasi partito, Grillo che si sottrae alle domande dei giornalisti italiani, che prima delle elezioni non dialoga con nessuno, si manifesta per quello che è: un compagno di movimento non allineato. Con tutto quello che ne consegue.



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