martedì 2 ottobre 2012

Amaci o amaca?



AMACI O AMACA?

ANGELO RIVIELLO

Siamo arrivati, all’ottava Giornata del Contemporaneo 2012, organizzata da AMACI. Giornata che coincide con una gravissima crisi economica, annunciata da tempo.
Potresti esprimere una tua opinione andando a ruota libera “spassionatamente”?

Mimmo
L'idea di sostenere degli spazi pubblici d'arte contemporanea a carico del contribuente per incrementare interessi privati è una idea malata e perversa dell'arte contemporanea, così come lo è paragonare il mecenatismo rinascimentale all'investimento bancario che passa per i giochini delle case d'aste e le bolle economiche finanziare, nel concetto di mecenatismo era insita una idea di cultura e ricerca contemporanea che non c'è dietro lo scoop giornalistico in differita che viaggia nell'idea artistica contemporanea imposta dagli spazi pubblici d'arte contemporanea a gestione privata, attestano la sconfitta della ricerca artistica davanti a media integrati ed i mezzi di comunicazione di massa, è un falso storico che annienta la vera ricerca di senso del fare artistico, io odio il circuito espositivo AMACI.





ANGELO
Cosa ne pensi di questa giornata dedicata (pare) all’arte contemporanea in Italia?

Mimmo
Che si tratta di una giornata dedicata ai prodotti artistici creati da un circuito senza il quale l'artista non esisterebbe e quindi celebra la negazione dei processi di ricerca artistica propri dell'artisra stesso.

ANGELO
La formula, e cioè quella di esporre contemporaneamente in tante città italiana e in ogni luogo (anche il più sperduto della Penisola) per coinvolgere un pubblico sempre più vasto, secondo te, è giusta o lascia spazio ad un qualcosa che non torna?

Mimmo
Mirabile strategia che mira a pubblicizzare il circuito museale di arte contemporanea in ogni dove, in teoria anche in un automobile galleria a Capoterra in Sardegna ci si ritrova a celebrare il Man.

Angelo
Cosa funziona, in questo intento di educare la gente all’arte contemporanea?

Mimmo
L'idea del contatto diretto con il pubblico.


Angelo
Cosa non funziona, invece, in questo desiderio di rendere l’arte del presente “massificata”, o meglio renderla di più ampio respiro per coinvolgere direttamente il pubblico?

Mimmo
L'idea di  manipolare il contatto con il pubblico, svagandolo e sedandolo in maniera compiacente togliendoli la possibilità di riflettere da protagonista sull'arte del proprio tempo.

Angelo
Secondo te è giusto che ogni anno sia un artista storicizzato ad offrire l’immagine per il logo della manifestazione (Cattelan, Arienti, Paolini, Vezzani, ecc. senza nulla togliere alla loro storia)?

Mimmo
Non è giusto, l'immagine per essere partecipata dovrebbe essere de-localizzata e ciascuno dovrebbe essere libero di farsi la propria.


Angelo
Secondo te cosa si dovrebbe o si potrebbe fare?

Mimmo
Odiare il circuito amaci e prendere in maniera netta e critica le distanze per rispettare i processi di senso dell'arte.
















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